Bugiardini e Bugiardoni Enogastronomici

“Bugiardini” e “Bugiardoni” enogastronomici.

Spesso vediamo riportate sulle etichette di prodotti alimentari definizioni o immagini che, a dir poco, possono essere equiparate ai “BUGIARDINI”  non nel senso farmacologico bensì in quello truffaldino in quanto artatamente studiate per attribuire inesistenti qualità al prodotto. Insomma autentiche patacche.

Molte volte codesti BUGIARDINI, sapientemente riportati sulle confezioni o nelle martellanti pubblicità, ingannano le aspettative dell’acquirente che viene elegantemente raggirato grazie anche a spot messi in bocca a talentuosi testimonial, come personaggi televisivi, del mondo dello spettacolo e dell’avanspettacolo, dello sport, della ristorazione, in qualsiasi caso di chicchessia purché sia (non importa il che).

Ma il bello di tali succitati BUGIARDINI è che la maggior parte dei testimonial non assaggiano un becco del prodotto reclamizzato che dovrebbero ingozzare (sempre con eleganza) per giustificare i loro “peana”.

Ma non solo; qualche volta capita che tali BUGIARDINI coprano vere scadenti qualità se non addirittura difetti, aspetti spesso protetti da alcune vigenti disposizioni di legge che andrebbero riviste di corsa “ventre a terra”.

Si parla tanto di “Italian Sounding” ai danni della produzione enogastronomica Italiana ed in altra forma l’abbiamo già in casa autenticamente made in Italy!

Un esempio non limitativo potrebbe essere quando alcuni prodotti gastronomici vengono definiti  “solo italiano” o “tipica ricetta italiana” e via di questo (s)passo, magari con dette diciture riportate su incantevoli sfondi paesaggistici che in Italia non mancano, per poi leggere (se siamo fortunati) in caratteri piccolissimi posti nella facciata secondaria delle confezioni che la materia prima caratterizzante proviene in parte o totalmente da un altro emisfero o altre piacevolezze inconsistenti spacciate come qualità esclusive del tarocco.

Un altro caso di BUGIARDINO ingannevole è quando una Casa dichiara o pubblicizza che una data ricetta viene prodotta con una certa materia prima “solo italiana” senza che codesta materia prima “solo italiana” sia ulteriormente ben definita da un’altra qualità aggiuntiva che ne garantisca una qualità superiore. Provenienti dall’estero vi sono ottime materie prime per cui quando si “vende l’italianità” è meglio aggiungere almeno un pregio in più oltre “l’identificazione patriottica”.

All’erta dunque e manteniamoci alla larga anche da certi cibi “impiattati” riprodotti spesso con materiali plastici (queste si piccole opere d’arte) e che nella loro reclamizzazione appaiono fumanti, appena tolti dalla cottura,  mentre il vapore che si vede nell’immagine pubblicitaria non esiste assolutamente nemmeno quando la vera ricetta viene posta nel piatto in cucina, men che meno quando viene servita a tavola.

Un cenno poi in merito ad alcuni BUGIARDINI riguardanti i vini la cui gradazione alcolica non è quella naturale riportata in etichetta posta sulla bottiglia ma quella ottenuta con l’aggiunta di saccarosio al mosto, un falso a tutto tondo che spesso aiuta ad esaltare l’alta qualità del vino (procedura ahinoi permessa dalle vigenti disposizioni di legge) spesso con l’aggravante d’un ben identificato riporto ben tratteggiato di alcune regioni italiane note per la loro vocazione vitivinicola.

Però molti produttori corretti mettono bene in chiaro che il vino contenuto nella loro bottiglia non contiene zuccheri aggiunti.

Per quanto riguarda l’Olio di Oliva Extra Vergine rimandiamo ad altra puntata così come per certe “nobili” carni bovine dal colore perennemente rosso (anche se si tratta sempre dello stesso taglio anatomico) esposte per molte ore (addirittura giorni) nei banchi dei reparti di macelleria che mantengono sempre il loro vivido colore, così come per altri prodotti tipici italiani.

Mi chiede un amico: e allora che si fa? Beh per noi adulti si potrebbero inventare cibi Placebo (Sic!) o tornare al pane casareccio (prodotto con autentica farina italiana) intinto in uno degli ottimi vini italiani accompagnato da ottime uova sode di certa provenienza nostrana senza antibiotici e senza batteri (fuori o dentro il guscio) o da caci prodotti con latte di Malghe poco distanti da casa nostra, mentre per bambini o anziani ritornare alle ottime minestre o paste asciutte moderate nei condimenti, alle carni Italiane certificate, ai prodotti ittici freschi nostrani (garantiti) ed alla frutta, se non biologica, almeno recante una certa garanzia che escluda l’impiego di certi prodotti chimici nella fase di coltivazione e mantenimento in celle frigorifere.

A parte alcuni aspetti improntati ad un poco d’ironia o auto ironia che non guasta mai, l’articolo ha lo scopo d’invitare le nostre gentili Lettrici ed altrettanto gentili Lettori a valutare molto bene certe inconsistenti qualità che molte Case produttrici ed alcuni Chef attribuiscono ad alcuni reclamizzati loro prodotti tramite i succitati BUGIARDINI o BUGIARDONI, scritti, recitati così come fotografati o filmati!

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